Cos'è
Alla scoperta degli antichi miti – domenica 19 aprile alle 20.30 – con “Metamorfosi”, dal celebre poema di Ovidio, con la voce recitante di Nina Pons, in scena con i performers e musicisti Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro e Tokinari Yahiro, in uno spettacolo avvincente e ipnotico scandito dalle metriche incalzanti dei tamburi giapponesi dei Munedaiko, con adattamento e regia di Andrea Baracco (produzione Cardellino srl). “Le Metamorfosi” di Publio Ovidio Nasone offrono una «grandiosa rappresentazione del carattere instabile, precario e illusorio della realtà» – come sottolinea il regista Andrea Baracco – e l'idea stessa dell’umano «trova la sua essenza più profonda e specifica nell’ambiguo, nel non risolto, nell’ibrido, in definitiva nella complessità», in un vivido affresco della natura, senza (pre)giudizi, quindi al di là del bene e del male.
Si parte da “L’Origine”, in cui si descrive il Caos primigenio e la nascita del cosmo, con la separazione tra cielo e terra e la comparsa degli esseri viventi, tra cui, per ultimo, l'Uomo, «“l’unico che ha lo sguardo rivolto al cielo e non alla terra». Nel mito di “Apollo e Dafne”, il dio invaghitosi della bella ninfa non si rassegna al rifiuto e la insegue, finché la raggiunge e la stringe, ormai mutata in alloro, in un abbraccio feroce, in una favola triste sulla potenza dell'eros che si traduce in distruttiva follia e violenza brutale. Infine la storia di “Fetonte”, che alla guida del carro del Sole, suo padre, si slancia nel cielo in una folle corsa, finché a causa della sua temerarietà e della sua giovanile irruenza, «precipita come una stella cadente e muore».
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