Il Borgo di Sanluri nel Medioevo

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Le Fortificazioni del villaggio di Sanluri nel Medioevo

Descrizione

A distanza di un decennio dal Trattato di Pace tra il Regno di Sardegna della Corona d’Aragona e il Regno Giudicale di Arborea, firmato a Sanluri l’11 luglio 1355, la Sardegna era di nuovo in fiamme. Verso la fine del 1364, Mariano IV, Giudice di Arborea, a capo delle sue masnade, sconfinava in Gallura e occupava diversi castelli Regnicoli. Contemporaneamente il giudice arborense, approfittando della situazione venutasi a creare nel villaggio di Sanluri, che si era ribellata all’autorità feudale, minacciava di coinvolgere nella guerra anche la parte meridionale dell’Isola, ossia i territori regnicoli a sud dell’Arborea.

Preoccupato da questi avvenimenti, il Governatore del Regno di Sardegna, dopo un sopralluogo dei confini a sud dell’Arborea, decise di concentrare le difese nel villaggio di Sanluri, posto al confine dei territori del Regno di Sardegna, con il giudicato di Arborea “Infra terminus Regnum Sardiniae” e dove, nel 1355, Pietro IV d’Aragona, terzo sovrano del Regno di Sardegna, a protezione di un deposito di granaglie, fece edificare un piccolo fortilizio (che a tutti gli effetti è da considerare il primo impianto dell’attuale Castello Catalano-Aragonese di Sanluri), incorporando al suo interno la preziosa struttura.

  “Nel Capo de Caller era previsto l’ammasso di Cereali, grano ed orzo, nelle località a suo tempo individuate: a Sanluri -Puig de Coronas; più altre due in località non specificate nel Sulcis e nel Sarrabus. Perciò, possiamo dire, che l’ordine da parte di Pietro IV di fortificare a Sanluri una (Casa o Magatzen de trigo) fu principalmente per la custodia di quelle scorte cerealicole che in quel villaggio venivano ammassati”.

E fu proprio su quella fortificazione che il Governatore del Regno di Sardegna concentrò la difesa dei confini tra i due Stati, dando inizio ad una serie di lavori di potenziamento e fortificazione, sia murali che di armamenti, al minuto fortilizio. Vennero aperte feritoie, irrobustito il portale d’ingresso con grosse cerniere e chiusure in ferro, vennero aumentati gli uomini di guardia e fornito di armamenti vari, di cui il minuto castello era totalmente privo.

Ma nonostante tutti questi provvedimenti, il minuto castello rimaneva sempre mal difeso e male equipaggiato e perciò non idoneo a fronteggiare il pericolo che lo sovrastava. Così all’inizio dell’estate del 1365, la Governazione del Capo de Caller provvide ad una più organica fortificazione del confine, progettando la costruzione di una cinta muraria, per inglobare al suo interno il minuto castello e il villaggio.  Il lavoro venne affidato a venti capimastri giunti appositamente dalla Catalogna che, arrivati a Sanluri il 15 agosto 1365, diedero inizio ai lavori. Nasceva così, il Borgo fortificato di Sanluri.   Il suo perimetro non superava i 1600 metri e gli ingressi che permettevano l’afflusso e il deflusso al borgo erano, sino ad oltre la metà del XV secolo, e ancora oggi lo sono: la porta principale, ossia  la Porta Carraia detta ancora oggi, Sa Porta de su Casteddu, dove passava tutto ciò che veniva portato dentro il borgo  e dove,  per obbligo amministrativo, un presidio aveva il compito di controllare l’intero traffico in entrata e in uscita al borgo;  Sa Portixedda, rivolta verso Monreale, che verosimilmente permetteva l’uscita per il lavoro nei campi e nei numerosi orti adiacenti, e quella non meno importante de su Portaleddu.    Quest’ultima apertura oltre che permettere alla popolazione l’uscita per il lavoro nei campi, a partire dalla fine del XIV secolo permise il facile afflusso della popolazione alla nuova chiesa extramuros di San Pietro, consacrata e aperta al culto nel 1377.  Verso la fine del XV secolo si ebbe, per logiche esigenze edilizie, l’apertura di un nuovo ingresso nel lato Sud-Est della cinta muraria (Sa Potta Noba) la “Porta Nuova”. Il nome lascia intendere una nuova apertura, in virtù del fatto che all’esterno nascevano nuovi sobborghi, costituiti da persone provenienti da villaggi spopolati e che, per rifarsi una vita, avevano scelto Sanluri come nuova residenza.

          Testo a cura di  Gianni Mereu – Sa Battalla

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23/01/2026, 11:59